La “storica” rivalità tra Miglianico e Tollo: questioni francesi del XVIII secolo

L’uscita di un curioso articolo sul quotidiano “La Stampa” (che si può leggere cliccando qui) su un’antica diatriba fra due paesi piemontesi confinanti ma divisi dalla medievale lotta tra Guelfi e Ghibellini, ha riportato alla mia memoria un mio articolo di circa 15 anni fa, che purtroppo non sono riuscito a ritrovare né in cartaceo né in formato digitale, sulla storica rivalità che divide la mia Miglianico con Tollo, paese che letteralmente sta “di fronte” al mio. Era un articolo a cui tenevo tanto perché univa una rigorosa ricerca storica con l’intervista di alcuni anziani (molto anziani) del paese che avevano vaghi ricordi, trasmessi dai loro rispettivi nonni, di storie antiche relativamente alla contrapposizione Miglianico-Tollo.

Come nasce questa dura diatriba, che ancora oggi, per lo più sotto forma di “sfottò”, divide le due cittadine?

Tutto ha origine dall’invasione del Regno di Napoli da parte degli eserciti rivoluzionari francesi, che già erano dilagati nel Nord Italia ed avevano occupato lo Stato della Chiesa. Il confine del regno borbonico fu superato l’1 dicembre 1798 e le truppe si disposero sui due assi, tirrenico ed adriatico, dello Stato napoletano: al suo interno trovarono molte resistenze e pochi appoggi. Il 20 dicembre di quell’anno capitola Pescara, conquistata dai rivoluzionari, che iniziarono poi a dilagare verso sud, cercando appoggi tra le popolazioni locali. Nella valle del Foro tutti i paesi erano saldamente filoborbonici, tranne uno: Tollo, che apre le porte ai giacobini (come venivano qui chiamate dispregiativamente le truppe rivoluzionarie francesi), ed offre supporto logistico e materiale agli invasori, guidandoli anche nelle razzie nei villaggi vicini. Il 24 dicembre 1798 fu invasa Miglianico, che con l’aiuto decisivo dei tollesi, venne saccheggiata; dopo toccò a Ripa Teatina, dove la razzia ebbe conseguenze tragiche, con l’eccidio dei frati asserragliati nel convento (materia della rievocazione storica “Quella notte in convento” che da alcuni anni viene riproposta a Ripa in agosto). Di paese in paese, i giacobini ebbero una significativa battuta d’arresto a Fara Filiorum Petri, dove i francesi furono sconfitti (e per celebrare questa vittoria, avvenuta il 16 gennaio 1799, alla vigilia di Sant’Antonio abate, patrono del paese, i faresi hanno iniziato a realizzare le “farchie”, in ricordo delle alte torri di canne infuocate che fermarono le truppe degli invasori).

Quel saccheggio rimase ben impresso nella mente dei miglianichesi che dovettero attendere poco per vendicarsi dell’affronto: alla fine di maggio 1799 le truppe francesi riprendevano la via del nord mentre quelle lealiste del cardinale Ruffo di Calabria iniziavano la riconquista del regno di Napoli che in breve tempo tornò nelle mani di Ferdinando IV di Borbone (sovrano che poi riperse la sua corona con Napoleone Bonaparte e la riacquistò solo nel 1815 con il nuovo nome di Ferdinando I delle Due Sicilie). Al completamento della riconquista, i miglianichesi, da sempre borbonici (o meglio monarchici, come dimostra anche l’esito del referendum istituzionale dei 2 giugno 1946), tornarono a fare una “visita di cortesia” a Tollo, restituendo con gli interessi il saccheggio di qualche mese prima.

Da allora, i rapporti tra Miglianico e Tollo sono rimasti tesi: poi, nei tempi moderni ci si è messa prima la politica (con Tollo sempre “rossa” e Miglianico “bianca”), poi il calcio ed infine il vino a dividere le due cittadine, che oggi, sebbene a pochi chilometri di distanza, davvero sono diversissime.

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