Il latino secondo Giovannino Guareschi

“Ma che ce ne facciamo del latino? Una lingua morta a che può servire? Studiare il latino è perdere tempo prezioso”. Classiche reazioni di fronte ad un’esigenza che pare non rispondere alla contemporaneità, così intrisa di praticità. La risposta sul perché di questo atteggiamento, che ormai ha contagiato anche la scuola a più livelli, è in una frase di Giovannino […]

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La cultura non divide ma unisce: riflessioni agostane (con un anno di ritardo)

Dopo un anno, Facebook mi ripropone una riflessione che ho elaborato durante l’organizzazione degli eventi culturali alla Casa delle Monache “Sant’Anna”, nel corso del mio mandato di presidente del Gruppo di Studio per la Promozione della Cultura del Comune di Miglianico. La riflessione è ancora e sempre attuale e la ripropongo con piacere anche qui.   LA CULTURA – che […]

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Le associazioni, ricchezza indicata dalla Costituzione: il mio intervento di ieri al “Battesimo Civico”

Con grande piacere e non senza un pizzico di emozione, ieri pomeriggio sono stato invitato a parlare del ruolo dell’associazionismo nella Costituzione italiana nel corso del “Battesimo civico”, organizzato con felice tradizione dal Comune di Miglianico. Insieme al sindaco, Fabio Adezio, e alla senatrice Federica Chiavaroli abbiamo consegnato la carta costituzionale ai neodiciottenni del mio paese e l’amministrazione comunale ha […]

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Altri due luoghi comuni presi in giro dalla campagna #CoglioneNo

Sono stati pubblicati su YouTube altri due video che fanno parte della campagna di sensibilizzazione sul lavoro creativo #CoglioneNo, che fanno a pezzi altri due luoghi comuni con i quali vengono liquidati freelance, lavoratori creativi in genere (giornalisti in testa) e giovani alle prime armi.

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Una campagna intelligente e dirompente: #coglioneNo

Folgorante il titolo del video: “Lo diresti al tuo idraulico?”. Surreale ma significativo il dialogo che vi si svolge. Dirompente il messaggio: perché certe proposte di “compenso” vengono fatte solo ai freelance e in genere ai lavoratori “creativi” e “intellettuali”?

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