Il progetto “Nitae” e una vendemmia tutta particolare a Dora Sarchese

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La pigiatura dell’uva

Una domenica diversa, quella vissuta il 18 ottobre nell’azienda agricola “Dora Sarchese” di Caldari di Ortona, che da tempo si è imposta all’attenzione per le iniziative di cultura enogastronomica ed agricola che il patron Nicola D’Auria, insieme alle sorelle Italia ed Esmeralda, gioiosamente ospita nella sua tenuta: dopo alcuni anni finalmente si è potuto vendemmiare un piccolo appezzamento oggetto di un progetto di recupero di antiche tradizioni e di vitigni autoctoni, significativamente denominato “Nitae” (acronimo dei nomi dei tre fratelli D’Auria).

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Il manifesto del progetto e della iniziativa di domenica 18 ottobre

La raccolta delle uve di questo vitigno originario delle colline ortonesi è stato fatto rigorosamente a mano, così come rigorosamente tradizionale è stata la pigiatura, vissuta in diretta da chi, come me, ha avuto la fortuna di esserci: tutti nella tinozza (che è stata realizzata in pietra con uno studio dei materiali e della forma per riprodurre le antiche attrezzature) a pestare con i piedi i grappoli che venivano via via raccolti, non prima che Nicola D’Auria provvedesse – ovviamente a mano – alla deraspatura.

La deraspatura

La deraspatura

Un tuffo nel passato che ha richiamato alla mia memoria vecchie immagini del passato di bambino che ha vissuto diverse vendemmie in famiglia prima che la nonna, vera “colonna” della famiglia, ci lasciasse anzitempo. Tutto è stato “condito” dalla musica popolare abruzzese di un selezionato gruppetto di “du botte” e percussioni e dalla colonna sonora della più famosa pigiatura del cinema italiano, quella di Adriano Celentano nel film “Il bisbetico domato” (clicca qui per rivederla), realizzata sul tema musicale di “Brown Girl in the Ring” dei Boney M.

Come ogni iniziativa nella cantina Dora Sarchese, il tutto è stato inquadrato da un momento di riflessione e di studio, che ha proposto lo sviluppo di un progetto enologico che presto darà i suoi frutti con le prime bottiglie di “Nitae”, vino che già dalla sua confezione esterna si annuncia sarà di raro e gran pregio. Siamo tutti in attesa che la fermentazione e l’invecchiamento possano concludersi per godere dei frutti di questa giornata vissuta sui campi e conclusa, come era d’obbligo ai “bei tempi andati”, con un pranzo in stile contadino, consumato direttamente sul posto della vendemmia e della pigiatura: sagne e fagioli, pollo alla cacciatora, crostata di marmellata di cedro (una vera specialità), il tutto realizzato dalla insuperabile signora Dora Sarchese, vera regina dell’azienda.

L'arrivo del pranzo direttamente nei campi

L’arrivo del pranzo direttamente nei campi

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