Il 31 agosto: storia di un giorno per molti insignificante, ma non per me

Fin da quando ero bambino, strano a dirsi, il giorno più importante ed atteso dell’estate era per me il 31 agosto: esso infatti conteneva un che di magico per una storiella che mia nonna paterna, volata in cielo prematuramente da molto tempo, mi raccontava ogni anno e che ogni anno mi diverto ancora a verificare, con gli occhi stupiti del bambino di allora.

«Se vuoi sapere come sarà il prossimo inverno – mi diceva sempre – aspetta il tramonto del 31 agosto e vedrai che il cielo non sbaglia mai».

Così, sin dalla mattina cercavo di scrutare il cielo per cercare di intuire in anticipo come sarebbe andata quando, verso le sette e mezzo della sera, il sole, con le sue vampate rossastre, avesse iniziato a declinare fin dietro le montagne della Majella, che da Miglianico si vedono benissimo proprio dalle finestre di casa mia che danno sulla piazza.

«Se il sole tramonta con il sereno – vaticinava mia nonna Elvira – allora l’inverno sarà corto e mite, ma se ci saranno le nuvole che l’accompagneranno, l’inverno sarà lungo e rigido».

Così, ogni anno mi mettevo sul balcone per vedere attorno alla Majella se si formavano delle nuvole sulle cime e sperare sul tramonto nuvoloso: già da allora, come oggi, amavo la neve, che difficilmente cade a Miglianico, e mi compiacevo di un inverno freddo e lungo, tanto io avrei dovuto studiare e quindi non mi interessava poi così tanto se ci fossero state belle giornate. Quel che è certo è che il vaticinio di mia nonna è sempre stato puntuale: ad ogni tramonto sereno è corrisposto un inverno mite e sostanzialmente breve, senza neve, mentre ad ogni tramonto nuvoloso o peggio piovoso (come quello del 2010… e si è visto il risultato: neve e tormente durante tutta la settimana prima di Natale), è seguito un inverno lungo e freddo.

Anche oggi mi sono svegliato con lo stesso pensiero e puntualmente, aprendo le serrande della mia stanza da letto, ho dato uno sguardo alla Majella: «Nuvoloso! Perfetto – mi sono detto – ma speriamo che regga fino a stasera».

In attesa di vedere il tramonto di oggi, mi sono messo a riflettere che il 31 agosto è stato proprio un giorno importante anche per la mia carriera giornalistica.

Vent’anni fa, il 31 agosto 1992, per la prima volta affiancavo il corrispondente de Il Tempo locale al campo sportivo di Miglianico per una partita di Coppa Abruzzo e mi cimentai nel racconto scritto di quella gara che poi lui usò in parte per il suo pezzo: un esercizio che continuò per tutta quella stagione calcistica, in cui il Miglianico Calcio conquistò poi il primo posto e il passaggio in Promozione.

L’anno successivo, fui scelto come collaboratore sportivo de Il Tempo. Il mio primo articolo fu pubblicato proprio il 31 agosto, martedì 31 agosto 1993, sulla partita della domenica prima, l’accesissimo derby Miglianico-Tollo, finito 2-1 per noi, con una doppietta del bomber di quell’anno, Ricardo Paciocco, che aveva terminato la sua gloriosa carriera nel Milan e nel Lecce e si divertiva a giochicchiare nei campi del suo Abruzzo (poi diventò anche allenatore del Miglianico).

Due anni dopo, nella seduta del Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo del 31 agosto 1995, venne accettata la mia documentazione ed io fui iscritto all’Ordine come pubblicista, forse unico caso in Italia di iscrizione al compimento esatto dei due anni di collaborazione con una testata.

Beh, posso dire che questo 31 agosto è il mio “compleanno professionale”, ma tutti gli anni lo passo ancora con il naso all’insù nell’ora del tramonto e non dimentico mai le parole di mia nonna Elvira che sapeva sempre se quando si faceva sera sarei tornato a casa contento o imbronciato…

P.S. – Anche dal balcone del mio appartamento che sto per terminare si vede la Majella: non potevo rinunciare, neppure nella “casa nuova” ad avere la mia montagna madre di fronte!

Un commento

  • Paolo Matteucci

    L’articolo di cui parli è molto interessante, anche io sono interessato al problema di cui hai esposto, il mio zio. che è venuto a mancare da vari anni, mi diceva le stesse cose che hai postato. ma io allora non capivo, oggi purtroppo sono sempre alla ricerca del 31 agosto per verificare come il sole scende, per prevedere eventualmente l’anno successivo, comunque grazie della definizione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *