Laurea, tirocinio, esame di Stato: le nuove regole dell’accesso nella proposta dell’Ordine dei Giornalisti, che ritrova l’unità per delineare il futuro della professione

Non è stata una giornata semplice al Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, riunito per elaborare la proposta di riforma che dovrà essere portata al tavolo con il Ministero della Giustizia: dopo le divisioni professionisti-pubblicisti di ieri sera e stamattina, dopo lo scontro con la Fnsi che aveva “travalicato” le proprie competenze, finalmente il pomeriggio ha portato consiglio e i consiglieri nazionali hanno ritrovato la capacità per discutere nel merito tutte le proposte ed articolare un testo unitario.

Ecco tutte le novità che ora dovranno essere discusse con il ministro della Giustizia, Paola Severino.

Accesso alla professione

L’accesso alla professione giornalistica è libero. Ferme restando l’unicità dell’albo, la permanenza dei due elenchi e i diritti acquisiti dagli iscritti al’entrata in vigore riforma, l’accesso dovrà avvenire attraverso l’esame di Stato. Per sostenerlo, gli aspiranti giornalisti dovranno possedere il diploma di laurea ed aver svolto il tirocinio di 18 mesi, le cui forme saranno individuate in un regolamento da adottare successivamente ma che rientreranno in queste fattispecie:

– praticantato aziendale;
– frequenza di un master riconosciuto dall’Ordine dei Giornalisti;
– frequenza di corsi post-laurea specialistici in Giornalismo;
– sistematica collaborazione equamente retribuita in testate giornalistiche;

Chi avrà superato l’esame, sceglierà se iscriversi nell’elenco professionisti (con l’esclusività professionale) o in quello pubblicisti (senza esclusività). Chi ha già superato l’esame di Stato per l’iscrizione ad un diverso albo professionale e ha svolto tirocinio giornalistico potrà accedere direttamente all’esame di Stato.

Assicurazione

L’assicurazione obbligatoria per i rischi derivanti dall’esercizio dell’attività professionale non è conforme alla specificità della professione giornalistica.

 

Consiglio di disciplina

L’attività disciplinare, essenziale per il rispetto della deontologia e il diritto dei cittadini ad una informazione corretta e completa, garantisce la terzietà attraverso la separazione dei consigli dell’Ordine dei consigli disciplinari e sarà svolta come segue:

a) Il consiglio disciplinare regionale è composto da otto membri. Viene eletto dai Consigli regionali tra gli iscritti all’Albo con almeno 15 anni di iscrizione che non abbiano subito sanzioni disciplinari definitive. I membri non sono eleggibili per più di due mandati consecutivi e sono incompatibili con ogni altra carica negli organismi di categoria, pubblici e privati. Il consigliere istruttore del procedimento non partecipa al voto.

b) Il consiglio disciplinare nazionale, che svolge funzioni di seconda istanza, è composto da quattordici membri effettivi eletti dal Consiglio nazionale dell’Ordine tra gli iscritti all’albo, con almeno 15 anni di iscrizione e che abbiano ricoperto la carica di consigliere regionale o di consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ovvero di componente di consiglio di disciplina. Il consigliere istruttore del procedimento non partecipa al voto. I membri non sono eleggibili per più di due mandati consecutivi e sono incompatibili con ogni altra carica negli organismi di categoria, pubblici e privati. La durata del mandato è pari a quattro anni, salvo il primo che avrà durata biennale.

La distinzione tra funzioni di amministrazione e di disciplina esige una congrua riduzione del numero dei componenti del Consiglio nazionale.

 

Prima della chiusura della seduta, il presidente della Commissione giuridica, il presidente della Commissione ricorsi e il presidente dell’Ordine dei Giornalisti congiuntamente hanno affermato a chiare lettere quanto già si dice burocraticamente nel documento di proposta: gli attuali pubblicisti che svolgono la professione possono continuare a praticare anche dopo il 13 agosto, data in cui andrà in vigore la riforma delle professioni, e senza sostenere l’esame di Stato.

 

Questo quindi il quadro unitario che emerge per la riforma generale della legge istitutiva dell’Ordine dei Giornalisti, la famosa 69 del 1963. Ovviamente, come ho ricordato all’inizio, questo testo deve passare per il confronto con il Ministero della Giustizia che potrebbe ovviamente obiettare su qualche punto, costringendoci a modificarlo (del resto l’iniziativa legislativa compete al Governo in tale materia e comunque sono possibili modifiche in Parlamento in sede di conversione di decreto legge).

Quanto al regime transitorio, rimangono sul tappeto le ipotesi che ho indicato ieri nel mio post, ma essendo una questione interna (da risolvere comunque entro il 13 agosto), il Consiglio nazionale ha più tempo per riflettere e formulare una proposta organica che non dovrà passare per il vaglio né del Ministero né del Parlamento.

Complessivamente, ritengo che sia una proposta equilibrata, che riesce a salvare i diritti acquisiti, la paura più grande tra i pubblicisti di tutta Italia, e professionalizza la categoria, stabilendo un accesso alla professione più chiaro e definito.

Certo, la strada non è ancora tutta in discesa, ma un buon punto fermo è stato messo e soprattutto la categoria ha dimostrato di saper superare contrasti e “interessi di bottega” per ragionare sul futuro della professione.

Attendiamo ora i commenti (che non mancheranno di certo) e soprattutto i prossimi passaggi della riforma!

53 commenti

  • Lorenzo Coletta

    Gentile Dottor Antonelli ma il diploma di laurea riguarda un diploma di laurea triennale o soltanto specialistica?

    • Antonello Antonelli

      Se non specificato, credo che “diploma di laurea” stia ad indicare la laurea in senso generico, quindi va bene pure la triennale. Ma è una interpretazione. Chiederò a chi ne sa di più e lo faccio sapere!

    • maria

      Mi laurerò il 5 luglio 2012 alla triennale di Filosofia e, sempre a luglio 2012,potrò iscrivermi all albo dei giornalisti pubblicisti: ce la farò? Dovrò sostenere anche un esame di stato?

      • Antonello Antonelli

        Se lei matura i requisiti prima del 13 agosto, sicuramente si potrà iscrivere senza bisogno di esame di Stato.

  • Mari

    in conclusione…sono cambiamenti che non cambiano nulla…master ipercostosi…praticantato (quali sarebbero queste aziende?) risecato a raccomandati…..MAH…che bella botta di novità…è tutto recluso come prima

  • La mia situazione è paradossale… il 1 luglio 2012 chiuderò i 2 anni di collaborazione retribuita necessari per chiedere l’iscrizione all’albo dei pubblicisti. potrò rientrare nell’albo “vecchia maniera”? oppure dovrò attendere, dato che si tratta di un periodo di transizione? perchè sicuramente la mia domanda verrà approvata dopo l’entrata in vigore della legge… non so proprio come comportarmi e cosa attendere

    • Antonello Antonelli

      Ma certo che potrà rientrare nel “vecchio metodo”. Basterà presentare la domanda il 2 luglio. Non penso che il suo Consiglio regionale dell’Ordine impieghi più di un mese per fare l’istruttoria e portare la sua domanda a ratifica.

  • Gentile Dott. Antonelli, in definitiva mi preme chiederle: l’esame di Stato, che, se superato, permetterà al candidato di scegliere tra i due albi (i quali resteranno in vigore a quanto mi pare di aver capito dalle ultime vicende), deve esser sostenuto da parte di tutti i giornalisti pubblicisti oppure solo da quelli che si iscriveranno all’ordine dopo la data del 13 agosto? In definitiva, chi possiede il titolo deve comunque in qualche modo mettere a repentaglio la sua iscrizione con l’esame di stato (ipotetica mannaia) o può dormire sonni tranquilli e continuare ad esercitare la professione (anche in via non esclusiva) perché già iscritto all’ordine (e quindi in una botte di ferro)? Nel caso in cui l’esame valga per tutti, come si procederebbe nei confronti dei colleghi GIA’ ISCRITTI ALL’ORDINE DEI PUBBLICISTI non laureati? Perderebbero il titolo? Grazie ancora. Infinitamente.

    • Antonello Antonelli

      Chi è pubblicista già prima del 13 agosto non deve assolutamente superare l’esame per restare pubblicista, lo fa solo se vuole transitare tra i professionisti. I colleghi già pubblicisti non laureati non perderanno certo il titolo, poiché sono fatti salvi tutti i loro diritti acquisiti.

  • Romano

    Ma l’obbligo della laurea è sicuro? chi non è laureato e non è ancora pubblicista non potrà più collaborare con nessuna testata

    • Antonello Antonelli

      L’obbligo di laurea per i giornalisti iscritti dopo il 13 agosto è sicuro. A rigor di logica, chi non è laureato non si potrà iscrivere e quindi non potrà esercitare la professione, né da pubblicista né da professionista.

  • quali sono i master riconosciuti dall’ordine?

  • Chiara

    corso post-lauream specialistico?

    • Antonello Antonelli

      Ancora da mettere in piedi. Verosimilmente dal prossimo anno accademico. Del resto, è una novità assoluta!

  • Adamo

    Dott. Antonelli che lei sappia per i fotogiornalisti vale gli stessi principi descritti nel post? Chiedo questo perchè, visto e considarato che, in Italia una vera scuola di giornalismo che ti abiliti alla professione non c’è figurarsi per i fotografi che vogliono diventare fotogiornalisti dove questa figura professionale è totalmente sparita negli organici delle redazioni e sono quasi tutti in collaborazioni esterne con le agenzie.

    • Antonello Antonelli

      Purtroppo, lei ha ragione sulla situazione dei fotogiornalisti, molto penalizzati dall’attuale mercato della professione. Ritengo che, non essendovi cenno nel progetto di riforma di norme particolari per i fotogiornalisti, essi dovranno seguire l’iter di tutti i giornalisti.

  • Flo

    Perchè la laurea come requisito?

    • Antonello Antonelli

      Le motivazioni non le conosco, probabilmente è per qualificare maggiormente la categoria che è l’unica ad avere un Ordine professionale senza obbligo di laurea.

  • Salvatore Spoto

    Ci sono punti oscuri che mi auguro vengano chiariti nell’interesse dei colleghi pubblicisti. Dopo il 13 agosto, come possono esercitare i pubblicisti se già c’è una legge che obbliga al rispetto della Costituzione che impone l’esame di stato per esercitare una professione? Basta uno sciocco qualsiasi che fa ricorso perchè si ritiene maltrattato da un articolo da provocare una sentenza. E poi che significato ha fare l’esame di stato e decidere se essere pubblicista o professionista? Il secondo ha l’esclusiva, il primo no. Questo si traduce che se il pubblicista lavora in un’azienda può scrivere da libero giornalista e dirigere l’ufficio stampa della sua azienda. E le norme sulla trasparenza? Il divieto di confondere professione con attività commerciale? Auspico che la decisione sia quella buona perchè è sacrosanto tutelare il lavoro e gli interessi dei giornalisti pubblicisti ma credo che la chiarezza abbia qualche lacuna.

  • Flora Bozza

    La laurea dovrebbe essere quella a ciclo lungo, cioè la quinquiennale.

  • Vincenzo Nastasi

    Come molti purtroppo, anche io mi trovo esattamente nel limbo tracciato da questa riforma! Sono 12 mesi che collaboro con profitto presso svariate redazioni secondo le regole che la vecchia normativa prevedeva per l’iscrizione all’elenco pubblicisti e sono a tre anni dalla laurea in giurisprudenza.
    Mentre con la precedente normativa tra 12 mesi avrei potuto iniziare le pratiche per l’iscrizione, con la proposta attuale è altamente probabile che debba attendere la laurea.
    Quello che mi chiedo è: basterà questo? Cioè, le collaborazioni con contratto in ritenuta d’acconto saranno considerate tirocinio? Oppure, grazie a una normativa transitoria, per qualche anno sarà ancora possibile iscriversi “alla vecchia maniera”?
    Fermo restando che, lo spirito di questa riforma mi sembra buono: ottima l’idea di unificare i criteri di accesso, molto meno la gestione di chi, come me, è a metà percorso!!

    • Antonello Antonelli

      Ritengo che sia escluso che dopo il 13 agosto ci si possa iscrivere “alla vecchia maniera”. Pertanto, lei dovrà attendere la sua laurea per presentare la domanda, ma intanto la sua esperienza professionale le varrà come tirocinio (sempre che sia retribuito).

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  • Antonio

    Buongiorno Antonello. A quanto mi pare di capire, chi è GIA’ iscritto all’elenco pubblicisti continuerà ad esserlo e non dovrà sostenere l’esame di stato, o sbaglio? Grazie in anticipo per la risposta!

  • Marco

    Scusate,
    non capisco una cosa. Ma gli aspiranti pubblicisti, con quali criteri accederanno all’albo?

  • Antonello Antonelli

    I criteri li trova sul mio post di oggi pomeriggio che riporta il documento ufficiale dell’Ordine dei Giornalisti.

  • Manuel

    Buongiorno Dottor Antonelli. Innanzitutto La ringrazio per la pazienza e la disponibilità. Anche il mio è un caso-limite, che Le riassumo brevemente: ho iniziato il mio praticantato nell’aprile 2010, dunque fra 3 mesi terminerò l’iter. Nel frattempo ho conseguito la laurea triennale presso la “Sapienza” nel dicembre 2010, mentre conto di conseguire la laurea specialistica nel gennaio 2013, ossia oltre la fatidica soglia del 13 agosto 2012. Ad ogni modo, anche in attesa della laurea quinquennale, mi sembra di capire che rientrerò nel “vecchio metodo”, dal momento che terminerò comunque il mio iter con circa quattro mesi di anticipo rispetto all’entrata in vigore della nuova legge…mi dà conferma di questo? In definitiva, noi tirocinanti “nel limbo” quali novità sostanziali dovremo affrontare rispetto a quelle cui saremmo andati incontro con il mantenimento della normativa vigente?

    • Antonello Antonelli

      Le dirò di più: nella sua situazione, una volta ottenuta l’iscrizione all’elenco pubblicisti, potrà attendere semplicemente il 13 agosto e il giorno dopo potrà chiedere l’iscrizione al registro dei praticanti avvalendosi delle norme transitorie, così da accedere all’elenco professionisti in breve tempo (sempre che lei abbia i requisiti prescritti).

  • solo una conferma Dott.
    noi abbiamo a febbraio un anno di attivita’ ,a febbraio del 2013 quindi facciamo i due anni con contributi ecc…
    rientriamo anche noi ?
    Grazie

    • Antonello Antonelli

      Certamente non rientrate nei vecchi criteri dei 24 mesi, quindi per iscrivervi all’Ordine dovete seguire le nuove regole. Probabilmente potrete far valere il vostro periodo iniziato a febbraio 2011 nel 18 mesi di tirocinio. Dovete chiedere al vostro Ordine regionale dopo il 13 agosto.

  • Nicola

    Salve Antonelli… Io dovrei prendere il tesserino da pubblicista prima del 13 agosto 2012. Non sono ancora laureato, le volevo chiedere una cosa…. se io prendo il tesserino prima del 13 agosto 2012, poi posso provare a dare l’ esame da professionista, dopo la riforma, anche se non sono laureato, oppure bisogna avere un diploma di laurea, anche se si diventa pubblicista prima della riforma? Grazie e arrivederci

    • Antonello Antonelli

      Se lei riesce ad iscriversi nell’elenco pubblicisti entro il 13 agosto, allora può avvalersi delle norme transitorie per l’accesso al praticantato e all’esame di Stato professionale, quindi non avrà bisogno della laurea.

  • Lisa

    ah ok, quindi il pubblicista che ha il tess prima del 13, non deve poi essere obbligato a rifare i 18 mesi daccapo (direttore permettendo)…ma le norme transitorie fino a quando dureranno. E poi, quale sarà dopo tale data, la prima utile per tentare la strada del professionismo. Quante colte in un anno si fa l’esame? E soprattutto, secondo una persona preparata come lei…quali sono i benefici del professionismo rispetto al pubblicismo…cioè se non c’è trippa per gatti (nel senso di lavoro) non c’è nei due casi..solo che i profess. pagano più tasse.

    • Antonello Antonelli

      Le norme transitorie, che valgono solo per i pubblicisti già iscritti all’Ordine entro il 13 agosto, dureranno cinque anni.
      L’esame professionale normalmente si tiene quattro volte l’anno, a volte anche cinque.
      Non so dove esca questo falso mito (che non è stato citato solo da lei) secondo il quale i professionisti pagano più tasse: è del tutto falso. I professionisti pagano la stessa quota di iscrizione all’Ordine rispetto ai pubblicisti e quanto ai contributi Inpgi, essi sono in base al reddito e non in base all’elenco di appartenenza.
      La differenza sostanziale tra pubblicisti e professionisti sta nell’esclusività della professione: il professionista può SOLO svolgere attività giornalistica, il pubblicista anche altra attività.

  • Antonino

    Dott Antonello Antonelli,

    Sono uno studente di Scienze della Comunicazione e tra sei mesi completerò i miei studi. Vorrei chiederle una cosa:ormai da più di un anno collaboro con una testata giornalistica italiana e ricevo un compenso da questa attività. Vorrei capire se questo periodo di collaborazione mi vale come “tirocinio” e, soprattutto, cosa significa che deve essere “equamente” retribuito. Sto studiando e lavorando per diventare giornalista professionista, mi piacerebbe avere le idee più chiare dopo la riforma.

    La ringrazio in anticipo.

    • Antonello Antonelli

      Gentile Antonino,
      le ho risposto nell’altro commento. Quindi non replico la mia esposizione cui la rimando.

  • Chris

    Dott Antonello Antonelli,che lei sappia verrà applicata la stessa procedura anche per gli altri albi?

    • Antonello Antonelli

      Alcune norme, come quelle relative ai Consigli di disciplina separati dai Consigli ordinistici e all’assicurazione obbligatoria, sono estese a tutti gli albi professionali, di cui, ovviamente, io non mi occupo e so poco. Se mi specifica meglio la sua richiesta, potrei fare una ricerca ad hoc.

  • questa e’ una proposta. quando ci sara’ la prossima riunione deliberatoria?

  • elisa

    Salve, vorrei un’informazione. Il mio biennio scade a fine agosto, quindi se vorrò accedere potrò farlo solo con l’esame di Stato…ma mi chiedevo… la laurea è una laurea triennale o specialistica? Io ho la triennale, ci manca solo che per un pugno di giorni non ci possa rientrare mai.

  • elisa

    La ringrazio molto. Finalmente sono riuscita a trovare tutte le informazioni che cercavo.
    Buona giornata

  • Chiara

    Gentilissimo Dott. Antonelli, ho conseguito la laurea Specialistica due anni fa e l’anno scorso un master in giornalismo d’inchiesta. Proprio oggi ho ricevuto una proposta di lavoro per una testata giornalistica online (pubblicazione settimanale) con relative ritenute d’acconto. Posso sperare che, anche con la nuova riforma, tra due anni avrò anche io la possibilità dii accedere all’elenco dei pubblicisti? Un’ultima domanda. Da un anno collaboro con un’altra redazione online (non registrata al Tribunale), anche in questo caso con relative ritenute d’acconto. Pubblico 220 articoli mensili. Potrò richiedere l’accesso anche se la redazione non è registrata come testata? La ringrazio anticipatamente per l’attenzione e la disponiblità.

    • Antonello Antonelli

      Gentile Chiara,
      le darò una notizia migliore: lei è laureata già, quindi attraverso la sua collaborazione che sta intraprendendo con le relative ritenute d’acconto (e mi raccomando, i versamenti previdenziali vanno fatti all’Inpgi), dopo 18 mesi potrà avviare il percorso per accedere al nuovo esame professionale.
      Quanto alla sua seconda domanda, purtroppo devo dirle che non hanno valore ai fini dell’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti gli articoli, pur numerosi, scritti per una testata non registrata in tribunale.

  • Chiara

    Grazie mille, finalmente una buona notizia. Visto che ci siamo, volevo sottoporle una breve questione. Cosa ne pensa dei ragazzi aspiranti pubblicisti che, pur di accedere all’ordine, sono disposti a pagare la loro prestazione auto-pagandosi le ritenute d’acconto per cifre tuttì’altro che minime? E’ una proposta che mi è stata fatta molto spesso e visto che ne ho l’occasione volevo sapere cosa ne pensa un rofessionista del settore. Grazie ancora per la sua disponibilità…

    • Purtroppo, è una pratica diffusa che contribuisce ad inquinare ed ingrossare le fila di un Ordine che non riesce (per mancanza di strumenti legislativi, intendiamoci) a verificare a fondo le domande di iscrizione che arrivano in segreteria. Infatti, il Consiglio regionale è chiamato solo a certificare la correttezza formale del materiale prodotto a corredo della domanda di iscrizione e non può approfondire più di tanto se i documenti sono corretti. Quel che non capisco è il motivo per cui è tanto ambito questo mitico “tesserino”: il mercato giornalistico è quello che è, non si garantiscono spazi sufficientemente ampi per tutti, si finisce perciò a raccattare qualsiasi tipo di collaborazione, anche pagata al minimo (contribuendo quindi alla corsa al ribasso dei ricavi per i colleghi). Possibile che ci siano persone (e sono tantissime) che pur di avere quel titolo e quel pezzetto di carta siano disposte a sborsare dai 250 ai 1000 euro? Come si vede, il problema non è solo di sistema, ma anche di persone: solo giovani aspiranti “dalla schiena dritta” e colleghi ugualmente “diritti”, che si rifiutano di prestarsi a simili giochetti, possono dare un futuro a questa professione. Ognuno deve chiedersi da che parte stare e poi starci fino in fondo. Per questo, vedo con favore la riforma in atto dell’Ordine che, spingendo verso una professionalizzazione generale della categoria, dovrebbe contenere fenomeni di questo tipo.
      Grazie della domanda, che mi ha permesso di parlare di un argomento a cui tengo molto, e a presto, spero!

  • maria

    Da quando ho saputo questa cosa non ci sto capendo più niente… Sono iscritta all’albo dei pubblicisti dal 1 febbraio 2010, mentre dal 1° aprile 2011 sono iscritta a quello dei praticanti. In pratica i miei 18 mesi finiscono il 1° ottobre di quest’anno. Da quando ho cominciato a lavorare, nel 2007, ho praticamente abbandonato l’università, ergo, non ho una laurea. Cosa accadrà con la riforma? Contavo di sostenere l’esame da professionista a dicembre… ‘saltero’ o potrò contare sui benefici della ‘transizione’?

  • sabry

    Gent.mo Dott. Antonelli, terminerò i miei 24 mesi di collaborazione continuativa e retribuita il 23 settembre e per un mese non potrò entrare nell’0rdine con la vecchia norma perciò attendo buone nuove. Volevo chiederLe se potrò far valere questi mesi con la nuova legge e poi un’altra domanda: io fino ad ora ho versato i versamenti previdenziali all’agenzia delle entrate con l’f24, perchè Lei in post sopra ha parlato di Inpgi?

    • Lei potrà tranquillamente concludere il suo percorso di collaborazione se il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti approverà, come è nelle attese, il cosiddetto “periodo-ponte”, destinato a tutelare proprio coloro che alla data del 13 agosto sono prossimi al completamento dei 24 mesi previsti dalla legge 69/63.
      Giustamente lei ha pagato le sue ritenute d’acconto con F24, in quanto non ancora iscritta all’Ordine e quindi neppure all’Inpgi, ma io facevo riferimento a quei pubblicisti (già iscritti dunque) che vogliono diventare professionisti.

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