Equo compenso: altro passetto avanti, ma quando potremo festeggiare davvero?

Non possiamo che essere felice delle breaking news che si è diffusa nella tarda mattinata di oggi:

 

GIORNALISTI: CARRA(UDC), EQUO COMPENSO PRECARI PRESTO LEGGE =
(AGI) – Roma, 22 mar. – “La settimana prossima la proposta di legge sull’equo compenso per il precariato giornalistico sarà legge”.
Lo rende noto il deputato dell’Udc Enzo Carra, relatore e primo firmatario della proposta di legge sull’equo compenso per il precariato giornalistico. “Con l’arrivo del sospirato parere positivo da parte del governo, la commissione Cultura della Camera licenziera’ definitivamente il testo in sede legislativa”, spiega.(AGI)

 

Dando atto ancora una volta all’on. Carra dell’impegno che ha profuso per giungere a questo straordinario risultato, attendo con speranza ed un po’ di timore di conoscere quale sarà il relatore della legge in Senato e se egli avrà la pazienza e la costanza che ha avuto il deputato Udc alla Camera. 

Perché se è vero quanto dice il presidente dell’Ordine dei Gioranlisti, Enzo Iacopino, che non smetteremo mai di ringraziare per l’impegno su precariato ed equo compenso:

 

Martedì 27 marzo la legge sull’equo compenso sarà approvata in sede legislativa dalla commissione Cultura della Camera dei Deputati. Sarà uno splendido regalo di Pasqua per migliaia di giovani giornalisti di ogni età che da anni vengono sfruttati con retribuzioni da fame”, dichiara Enzo Iacopino.
Il presidente del Cnog rivela che il ritardo è stato determinato da un singolare parere del Ministero dello sviluppo economico che aveva eccepito sulla decisione della commissione Cultura, sostenendo che non ci fossero i requisiti di urgenza per scegliere la strada dell’esame in sede legislativa.
Iacopino afferma che il Parlamento ha rivendicato le sue prerogative e l’ostacolo, con la piena collaborazione del ministro Passera, è stato superato e il governo ha trasmesso il suo parere favorevole, con osservazioni marginali: “Il provvedimento è nato per iniziativa dell’Odg che ha seguito costantemente il prezioso lavoro svolto dal relatore Enzo Carra al quale va, fin da ora, la gratitudine dei giornalisti che deve essere estesa al primo firmatario della proposta, Silvano Moffa, e alla presidente della commissione Cultura, Valentina Aprea in rappresentanza di tutti i membri della commissione“.

 

è pur vero che la vera festa la faremo quando il provvedimento sarà legge. Perché ciò accada, occorre mantenere questo accordo tra le forze politiche e soprattutto ci vuole un relatore che sia convinto della bontà del testo unificato uscito dalla Camera senza passare per l’aula e che si impegni, magari, ad ottenere la sede deliberante anche al Senato. Ma, prima di tutto, occorre che il Senato calendarizzi al più presto il ddl nella commissione competente.

Allo scioglimento delle Camere mancano poco meno di 12 mesi: il tempo pare congruo, se si vuole davvero approvare questo provvedimento. Da buon abruzzese, sono sospettoso ed attendista: sono contento delle tappe percorse, ma sarò felice solo quando avremo la legge approvata.

Certo, la pressione che verrà “dal basso”, oltre che dagli organismi dei giornalisti, in primis l’Ordine, sarà massima e questo sarà l’impegno di ciascuno di noi: non far scemare l’attenzione della politica, dei media, dei social network, della categoria su questo importante provvedimento.

Una volta acquisito il via libera alla legge, con il risultato in tasca, allora sarà il momento di riflettere seriamente anche sul “mercato” del lavoro giornalistico, cosa che fa da diverso tempo il collega Stefano Tesi, sempre con lucidità e quella punta di ironia che fa sembrare meno dura una realtà che sfiora la tragedia.

4 commenti

  • Caro Antonello,
    grazie della lucidità e dell’ironia, anche se di lucido ho solo gli occhi e l’ironia è per mascherare le lacrime.
    Vabbè, non esageriamo.
    Se però tu sei un abruzzese sospettoso e attendista, io sono un toscano cinico e, come dice un amico, tendente al “pessimismo costruttivo”.
    E quindi ho due sensazioni.
    Da un lato condivido il tuo dubbio sulla congruità dei tempi di approvazione di questa, teoricamente giustissima, normativa.
    Dall’altro attendo con qualche brivido il momento in cui, auspicabilmente, sarà legge.
    Lo attendo perchè solo allora tante anime candide illuse che il “giusto compenso” significhi più soldi per tutti si accorgeranno, a loro spese, che il compenso sarà si giusto ma, proprio perchè giusto, verrà riconosciuto a chi quel compenso vale e merita. Con automatica e sacrosanta espulsione dal mercato di chi questo mestiere non lo sa fare o lo sa fare peggio degli altri.
    Così il mercato si riassesterà su quote di addetti fisiologiche e molti appenderanno al chiodo sogni troppo ottimistici.
    A me va bene così. Basta saperlo.
    Ciao, Stefano.

    • Anche a me va bene così. La legge sull’equo compenso sarà importante soprattutto per questi effetti regolatori sul mercato. Spero che sia rapidamente approvata anche in Senato, ma viste le manovre che si annunciano per una prematura chiusura della legislatura, temo che una delle vittime di queste nuove “esigenze politiche” sarà proprio questo ddl.

  • Salvatore Ventruto

    Gent.mo Dott. Antonelli,
    ho letto il suo interessante post sulla legge dell’equo compenso. Non mi è chiara una cosa: ma questa legge andrebbe a regolare anche la situazione di coloro che, avendo avviato la pratica di pubblicista ma non essendolo ancora, svolgono il loro lavoro praticamente gratis? Grazie. Buona giornata. Salvatore

    • Il testo unificato del ddl all’articolo 1 prevede che la legge si applichi solo agli iscritti all’Ordine dei Giornalisti, quindi ritengo che non valga per coloro che non ancora si sono iscritti.

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