Alla fine la Regione non sente ragioni: confermato il dirigente non giornalista alla struttura di supporto “Stampa”

Insomma, neppure la timida speranza generata dalla richiesta del vicepresidente della Giunta regionale d’Abruzzo, Alfredo Castiglione, di annullare la delibera di nomina, ha fatto recedere l’esecutivo regionale dal confermare Giovanna Andreola, dirigente a disposizione ma non giornalista,  alla testa della struttura speciale di supporto “Stampa”, che corrisponde all’ufficio stampa della Regione.

La richiesta di Castiglione è infatti stata bocciata. Senza appello.

Quali le basi di questa decisione? Innanzitutto il fatto che la struttura speciale di supporto non si configura come un ufficio stampa e quindi non ricade nelle fattispecie della legge 150 del 2000, che, com’è noto, obbliga gli enti pubblici a nominare giornalisti per gli uffici stampa. Peccato però che il dirigente di quella struttura di supporto debba anche assumere la direzione di alcuni organi di informazione registrati al tribunale e la dott.ssa Andreola, non essendo iscritta all’Ordine, per legge non potrà firmare come direttore responsabile.

Chi lo farà? E con quali costi?

L’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo e il Sindacato Giornalisti Abruzzesi ha subito stigmatizzato la vicenda, finita anche sulla stampa nazionale (ne ha parlato questa mattina “Il Fatto Quotidiano”, citando tra l’altro il comunicato di Cinqueuronetti):

 

Aver oggi confermato questa scelta che è in contrasto con la legge comporta da parte della Giunta un’assunzione di responsabilità che potrebbe avere serie e gravi conseguenze sull’operatività di un fondamentale servizio che sta alla base della trasparenza delle azioni politico-amministrative della Giunta regionale e di conseguenza sulla possibilità dei cittadini di esserne correttamente e compiutamente informati. Ciò a prescindere dal fatto che la Regione abbia o no recepito la legge 150 del 2000 che affida ai giornalisti la dirigenza dell’Ufficio stampa. Ciò a prescindere anche dal fatto che la Regione abbia potuto fino ad oggi far dirigere questo servizio a un non giornalista. Se lo ha fatto lo ha fatto calpestando l’elementare norma, dal punto di vista del contenimento dei costi della pubblica amministrazione, che vuole che a dirigere le testate giornalistiche della Regione (rivista e agenzia di stampa) sia il dirigente del settore

 

La via maestra sarebbe quella di seguire l’esempio di Regioni come la Toscana o il Veneto che hanno emanato quadri normativi, grazie soprattutto – occorre dirlo – al lavoro dei coordinamenti dei precari, che tengono conto non solo della legge 150/2000 (che secondo me non ha bisogno di recepimenti per essere rispettata, altrimenti che legge è?), ma anche delle indicazioni della Carta di Firenze e delle norme sull’equo compenso, che, tra l’altro, sono semplicemente indicazioni di buon senso e di civiltà.

In Abruzzo occorrerà rivedere questa discrepanza tra le norme regionali e quelle nazionali e si dovrà avere il coraggio di chiamare le cose con il loro nome: quale “struttura speciale di supporto Stampa”? Quella struttura è un ufficio stampa, visto che ci lavorano solo dei giornalisti e che fino all’anno scorso era diretta da un giornalista. Punto.

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