“Mangiare come Dio comanda”: la mia relazione alla conviviale dell’Accademia Italiana della Cucina sul rapporto tra cibo e sacro

«(…) il cibo è la materia prima di ogni religione. Se ci pensiamo, gli animali si nutrono, ma solo l’uomo cucina. E l’uomo ha iniziato a cucinare precisamente nello stesso momento in cui ha iniziato a pregare. La nascita della civiltà umana non coincide semplicemente con la scoperta del fuoco come strumento per scaldarsi, ma con l’invenzione del focolare, che è al tempo stesso la prima cucina e il primo altare della storia. Non esiste fede, non esiste teologia, non esiste codice di leggi divine che non abbia sentito il bisogno di esprimersi attraverso un menu, una regola alimentare, un digiuno o un banchetto. E, specularmente, non esiste civiltà che non abbia forgiato l’immagine dei propri dei attraverso ciò che decideva di mettere, o di non mettere, nel piatto»: l’introduzione della mia relazione di questa sera alla conviviale dell’Accademia Italiana della Cucina – Delegazione Chieti, dal titolo evocativo «Mangiare come Dio comanda», sulla scia dell’intuizione di Elisabetta Moro e Marino Niola.
Questo per ribadire che l’accademia non è mangiare principalmente, ma fare cultura e ricerca!

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