A primavera 2027 torneranno visitabili le storiche Cantine Masci a Miglianico

«Primo giorno. Non lontano da Pescara, ma in provincia di Chieti, comune di Miglianico. (…) Saliamo in collina, al paese di Miglianico (…) Proprietà e dimora della famiglia Masci. Gli antichi sotterranei sono stati trasformati in una bellissima cantina. I Masci fanno il vino sotto la direzione enologica di Festa (…). Nella sala di una torretta ottagonale troviamo pronte in bell’ordine bottiglie di varie annate (…): Maestrale, un Trebbiano d’Abruzzo, sedato, tranquillo, 12 gradi; Cerasuolo, cioè Montepulciano d’Abruzzo vinificato senza bucce, gradi 13,5; Garbino, Montepulciano d’Abruzzo Rosso, gradi 13. E il cotto: (…) lo trovo gustosamente dolce ma non fumoso (…). Mentre usciamo dal castello, improvvisamente un enorme boato riempie l’aria (…) “La sirena dell’una, riprendono il lavoro”. (…) Spiegazione: “È il parroco, Don Vincenzo Pizzica, che ha voluto così. Dirige le Cantine Sociali con l’entusiasmo da fanatico”. Mi si invita a fare qualche passo. Un delizioso vicolo medievale. Incanto delle antiche cittadine delle colline italiane. (…) Ma a una svolta tra le vecchie case color del miele, adesso scorgiamo, lì in mezzo, un colossale cilindro di un biancore abbagliante: le Cantine Sociali (…)».

Questo affresco dell’autunno del 1975 di Mario Soldati, nel terzo e ultimo dei suoi viaggi enologici raccontati nel libro “Vino al vino”, è una delle più vivide e divertenti citazioni letterarie su Miglianico e da qui Il Gruppo comunale di Studio per la Promozione della Cultura del Comune di Miglianico vuole ripartire, grazie anche all’intuizione felicissima della delegata alla Cultura Arianna Di Tizio, per offrire, nella primavera prossima, una passeggiata culturale alla riscoperta dei luoghi del lavoro della nostra cittadina, che nel centro abitato aveva fino a non molti anni fa tanti opifici storici che pian piano sono stati cancellati dalla memoria.
Stiamo lavorando per ricostruire un percorso e una storia da offrire a tutti coloro che vorranno camminare lungo le vie del paese con gli occhi di Mario Soldati, che cinquantuno anni fa rimase folgorato dalla nostra laboriosità. E partiremo proprio da quelle cantine che lui ha visitato e che gli hanno dato tanto gusto e che negli ultimi 30 anni sono rimaste abbandonate. Perciò stay tuned… preparatevi per la primavera 2027!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *