L’importanza dell’articolo 2 della Costituzione: il mio intervento alla consegna della Costituzione ai neodiciottenni di Bucchianico

Già da quando stamattina l’assessore comunale alle Politiche Giovanili di Bucchianico mi ha chiamato per invitarmi alla cerimonia di consegna della Costituzione ai neo diciottenni ero emozionato, ma dopo aver partecipato alla cerimonia, che interessava tutti i miei alunni nati nel 2007 e usciti nel 2021, uno degli anni in cui io ho prestato servizio in tutte e due le sezioni della scuola media, mi sono letteralmente sciolto, avendo rivisto tutti insieme quasi tutti quegli alunni, oggi maggiorenni. L’intervento che ho fatto loro è stato una ideale prosecuzione delle lezioni di Cittadinanza e Costituzione che facevo nei tre anni in cui li ho avuti come alunni. Il loro abbraccio e i loro racconti relativamente ai loro percorsi di studio che stanno ormai per terminare sono stati le cose più belle di questo piccolo pomeriggio.

Questo il video del mio intervento:

Questa la trascrizione:

Ragazzi buonasera. Di solito dicevo “ragazzi buongiorno”, adesso dico “ragazzi buonasera”. Lo so che vi sembra strano, dopo quattro anni e mezzo, di sentirmi ricominciare la lezione che abbiamo finito a giugno 2021. Cercherò di non fare lezioni, non vi preoccupate, cercherò di essere di essere semplicemente un po’ un ponte fra il mondo che avete lasciato quattro anni e mezzo fa della scuola e Bucchianico e quello che andrete a fare tra poco.

Io devo ringraziare innanzitutto l’assessore Lorenzo Zuccarini che questa mattina mi ha sorpreso con la sua telefonata, perché mi ha dato la possibilità di rivedervi tutti e saluto il sindaco perché mi ha mi ha coinvolto più volte nelle nelle iniziative di Bucchianico. Voi sapete che io sono di Miglianico però ormai dopo 11 anni che insegno a Bucchianico mi sento quasi bucchianichese; mi fa piacere essere qua, mi è stato chiesto oggi semplicemente oltre di salutarvi, di riprendere un attimo quello che è il discorso che abbiamo fatto tante volte in classe la terza B in particolar modo se lo ricorda perché abbiamo fatto Costituzione tutte le settimane, un’ora a settimana e l’ultimo regalo che vi ho fatto, se vi ricordate il 7 di giugno di 4 anni fa, è stato proprio il libro sulla Costituzione.

In terza A comunque l’abbiamo fatto un po’ di meno, però l’abbiamo fatto. Non vi devo ripetere le cose che vi ho già detto tante volte sull’importanza della Costituzione, su cosa significa la Costituzione per noi, sul fatto che sostanzialmente, 80 anni fa il 27 dicembre è stata firmata la legge più importante del nostro Stato.

Io volevo aggiungere qualche cosa, ecco, nello spirito di quello che mi ha chiesto l’amministrazione comunale, cioè quello di vedere rivedere un attimo con voi, ed è ancora bello, è ancora più bello sentendo il sindaco che ha parlato della Consulta giovanile  che si è costituita e che si sta avviando con i suoi lavori. Ecco volevo ricordarvi ciò che è importante dell’articolo 2 della Costituzione, perché tutti ci riempiamo la bocca dell’articolo 1 che sappiamo a memoria, molte volte abbiamo parlato dei diritti al lavoro, articolo 4, di tutta la scuola eccetera, ma nessuno ricorda quello che è l’articolo sui doveri.

Vi ricordate una delle prime lezioni che abbiamo fatto in prima media? Non c’è nessun diritto senza un dovere: a ogni diritto corrisponde sempre un dovere e i doveri ce li dà l’articolo 2; sono doveri importanti per voi che state attraversando quella fase in cui  state terminando la scuola superiore e andrete o all’università o comincerete il vostro percorso lavorativo, Ma soprattutto poi ci accomuna una cosa che vi lega a me, e io a tutti voi: nel 1993, quando facevo diciott’anni, la prima volta che ho votato è stata per il referendum costituzionale con cui abbiamo abolito la preferenza multipla e siamo andati dal dal proporzionale al maggioritario. Voi, la prima volta che voterete sarà la primavera prossima per un referendum costituzionale, questa volta ancora più importante, perché tocca una cosa un po’ più delicata come il potere giudiziario. Adesso non vi rifaccio la lezione sulla divisione dei poteri e cosa significa, però è bello che il vostro primo voto, come è stato il mio primo voto, sia non su un partito, su un’idea, su un modo di intendere la democrazia, ma sulle regole fondamentali.

Sulla Costituzione. Quindi vi prego, andateci a votare, poi vedremo il perché è il dovere. Andateci a votare, ma non andateci solo a mettere una x sopra un sì e sopra un no, perché? Se è facile mettere una x sopra un simbolo di partito, basta più o meno capire qual è l’intenzione che uno ha. OK, è molto difficile mettere una x sopra un sì o sopra un no se non capisce cosa ti stanno chiedendo. Tutti sappiamo rispondere: ma ti piace?

Ti piacciono gli gnocchi di patate? Tutti sappiamo capaci di rispondere sì o no, perché ovviamente gli gnocchi sappiamo di che cosa sono, no? Sappiamo se ci piacciono più gli gnocchi o più il timballo. Questa è un’immagine che più volte avete sentito in classe, lo so. E invece adesso vi sarà chiesto: siete d’accordo o meno nel cambiare una situazione che ormai ha più di ottant’anni? Dovete capire che cos’è questa situazione perché andate a rispondere sulle regole; io non vi dico né per ciò per cui voto io (ovviamente non lo dirò mai) né cosa sia più conveniente: non ve lo dirò mai perché voi siete abbastanza grandi e con la testa per capirlo da soli. Questo è il bello del referendum costituzionale: che i partiti possono dare indicazioni, ma ognuno di noi ragionerà con la propria testa.

Allora vi dicevo dell’articolo 2 e cerco di essere breve: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo”. E questo, vabbè, l’abbiamo fatto anche in classe. “Sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità”. E questo è importante: voi non siete persone singole voi siete innanzitutto persone che fanno parte della vostra famiglia, la prima associazione di cui fate parte; due: fate parte di una comunità, Bucchianico, siete membri del Comune di Bucchianico, siete cittadini oggi attivi perché avete 18 anni. Quindi il vostro essere persone si svolge non più solamente in famiglia, ma si svolge anche al Comune, lavorando per il Comune, che non significa lavorando per il Consiglio comunale, significa lavorare per la Pro-loco, per le associazioni culturali, per le associazioni sportive, eccetera. Non siete soli, non siete delle isole, poi fate parte, lo sapete già, questo lo sapete già da quattro anni e mezzo, fate parte della comunità delle vostre scuole.

Voi votate nelle vostre scuole, no? Avete votato i rappresentanti di classe e d’istituto, fate parte anche di quelle comunità che adesso lascerete. Chi per il lavoro, chi naturalmente per l’università, ma farete parte di altre comunità, la comunità del vostro lavoro, la comunità della vostra università. Poi chi ci crede fa parte della comunità parrocchiale, naturalmente, che è anche la comunità diocesana e quindi la Chiesa cattolica universale o le altre chiese, se qualcuno ha qualche altra confessione. Quindi vedete, poi non siete soli, non potete essere soli, noi non possiamo essere “Sta bbone Rocche, sta bbone tutta la Rocche”!

Non è quello che la Costituzione, cioè il nostro il nostro essere cittadini italiani, ci dice. Finisco con la parte seconda dell’articolo 2 che un attimino comincia a essere un pochettino problematica perché richiede “l’adempimento dei doveri inderogabili”.

Inderogabili significa che non li potete dare a qualcun altro. Non puoi pagare il tuo amico o la tua amica per farli al posto tuo, li fai tu. Punto. È inderogabile, lo devi fare tu se no, non sei cittadino. I doveri inderogabili di che cosa? Di solidarietà, quindi di essere insieme agli altri. Ma che tipo di solidarietà? Non è la solidarietà “caccio un euro per darlo al mendicante di turno”; la solidarietà che ci dice la Costituzione è questa: la solidarietà politica, cioè dovete prima di tutto votare quindi esprimere le vostre opinioni e non è vero niente, non credete alla gente che vi dice non serve a niente perché tanto poi decidono tutto da un’altra parte. Non è vero perché uno, due, tre, quattro, cinque, sei, dieci, cento, mille persone che cambiano idea, che cambiano il loro voto, cambiano il corso della storia, a Bucchianico come alla Regione come alla nazione e comincia tutto dall’uno. Quindi la società politica significa anche solidarietà appunto di stare con le istituzioni del vostro paese, quelle culturali, quelle sociali, quelle politiche, quelle civiche.

Poi c’è la solidarietà economica, e questo tra poco anche voi comincerete a sentirla, perché lavorerete, qualcuno di voi già l’ha già lavorato, , lo so che qualcuno di voi già ha fatto qualche lavoretto estivo. Comunque la solidarietà economica significa che una parte di quello che voi guadagnate va a quello che noi chiamiamo vergognosamente “tasse”, va per aiutare i nostri ospedali, la nostra polizia, tutto quello che fa funzionare il nostro paese, la nostra Italia.

Infine la solidarietà sociale: essa significa che non potete, non dovete stare da soli, state in società, non dimenticatevelo mai. La società, quattro anni e mezzo fa, era la nostra classe. La nostra classe era quella società che grazie a Dio abbiamo mantenuto. Io vi ringrazio veramente di cuore del fatto che manteniamo ancora quel quel piccolo gruppo WhatsApp dal quale ci sentiamo ancora ogni tanto per gli auguri, per cioè niente, niente di particolare, ma il segno che una società che non abbiamo tolto, non abbiamo dismesso dalla nostra idea, dal nostro cuore. Ma adesso siete chiamati a fare parte di società più grandi e più importanti: il Comune, le vostre associazioni, le vostre scuole, le vostre università, i vostri compagni di lavoro. Ecco, quindi l’augurio è questo, siete grandi e sono contentissimo di stare con voi, grazie veramente mi avete reso felice oggi di rivedervi tutti insieme e spero per voi che siate, sarete, gli uomini e le donne che cambieranno non solo Bucchianico non solo Abruzzo ma anche tutta l’Italia.

Grazie.

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