La festa di San Rocco a Miglianico: perché è la “penultima domenica di aprile”?

Stamattina, in 500 metri di strada in mezzo al mercato del sabato, in tre mi hanno fermato per chiedermi perché la festa di San Rocco quest’anno si facesse “così presto” e non l’ultima domenica di aprile.
Questa è una diatriba antica che è alimentata dalla presenza di un elemento di evidente mobilità annuale, ossia la data della Pasqua.

La festa di San Rocco è legata all’erezione della chiesa omonima che sorgeva lungo via Roma (ex via San Rocco, come testimonia la presenza dei nove vicoli con quel nome che si affacciano sulla strada principale di accesso al centro), inaugurata nel XVII secolo lì dove iniziava il paese (e anche qui seguendo la tradizione che voleva che le chiese dedicate al santo taumaturgo di Montpellier, invocato per i casi di peste, molto frequenti in quel secolo, fossero erette fuori dal centro cittadino come ricovero per gli ammalati) e verosimilmente la dedicazione dell’edificio fu fatta nel mese di aprile (una traccia di ciò la si ricava dalla relazione alla visita pastorale di mons. Costagliola del 1902). Nello stesso mese di aprile, dopo la Pasqua, a Miglianico si svolgeva la “Fiera di Primavera”, che era la prima dell’anno; ora, capire oggi cosa significasse una fiera per un paese fino a prima dello sviluppo economico industriale non è semplicissimo: basti sapere che era il primo momento, dopo l’inverno, in cui i paesani avevano la possibilità di mettersi in contatto con il mondo esterno, che offriva, in fiera, tutte le novità possibili in una giornata che era fatta di incontri e di affari.
Ma questa fiera e questa festa dedicata a San Rocco non potevano essere fatte l’ultima domenica di aprile perché essa era vicinissima (o coincideva) con le cosiddette “Rogazioni Maggiori”, una tradizione preconciliare (la cui natura è stata mutata con la riforma liturgica) molto legata al mondo rurale, fatta di riti propiziatori sulla buona riuscita delle seminagioni, arricchite di preghiere e atti di penitenza. Le “Rogazioni” avevano (e in parte hanno ancora) la finalità di attirare la benedizione divina sull’acqua, il lavoro dell’uomo e i frutti della terra.
Per questo, fiera e festa vennero stabilite alla penultima domenica di aprile, che in genere è la terza (salvo quando non ci siano 1 e 2 aprile che cadono di domenica), ma c’era sempre il rischio che in quella data cadesse la Pasqua (che può arrivare dal 22 marzo al 25 aprile); perciò in quei casi, la festa di San Rocco e la fiera di Primavera si sarebbero spostate all’ultima domenica.
Perché dunque c’è tutta questa confusione sulla data della festa anche in persone di una certa età? Certamente, gioca l’analogia con la “Venuta di San Pantaleone”, che è collocata all’ultima domenica di ottobre e alla quale corrispondeva anticamente la “fiera d’Autunno”, l’ultima dell’anno, ma più probabilmente è l’effetto delle frequenti Pasque collocate dopo la metà di aprile, che fanno slittare di conseguenza la festa. Dal 1980 ad oggi, 11 volte (e 6 solo negli ultimi 20 anni) San Rocco a Miglianico si è celebrata all’ultima domenica di aprile e addirittura nel 2011, quando Pasqua cadde il 24 aprile, la festa si tenne l’1 maggio, cioè la domenica successiva (e nel 2038, quando Pasqua cadrà il 25 aprile, addirittura San Rocco sarà festeggiato il 2 maggio, ultima data possibile).
In conclusione: la festa di San Rocco a Miglianico, se si colloca nella sua data tradizionale (penultima domenica di aprile) può cadere dal 17 aprile (se l’1 maggio è domenica) al 23 aprile (se il 30 aprile è domenica). Nel caso la terza domenica di aprile fosse Pasqua, la festa di San Rocco può cadere dal 22 aprile (se Pasqua è il 15 aprile, terza del mese in quel caso) al 2 maggio.

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