I fuochi a mare di Francavilla: una tradizione che cresce con ciascuno di noi
I fuochi a mare di Francavilla, al termine delle feste patronali in onore di San Franco, ad un occhio distratto possono sembrare i classici fuochi d’artificio di fine festa, che non differiscono molto dai tanti spettacoli pirotecnici in giro per l’Abruzzo e per l’Italia. Invece sono qualcosa di molto di più di un semplice “sparo”: per ognuno di noi, fin da quando eravamo bambini, la notte tra il 18 e il 19 agosto segnava in qualche modo uno spartiacque, era il segno dell’estate che stava per finire, dall’indomani i lidi e le spiagge apparivano più vuoti, i turisti iniziavano ad andare via, iniziavamo ad accorgerci che le giornate erano più corte.19
Ma questo lo sperimentavamo al termine degli “spari”; prima c’era tutto un rito che cambiava ad ogni età: se piccoli, la passeggiatona con mamma e papà che invariabilmente avevano trovato parcheggio a chilometri di distanza dalla Sirena; se ragazzi, le battute e gli scherzi mentre si raggiungeva la porzione di spiaggia scelta dal gruppo (per non parlare prima del terno al lotto nel trovare chi ti accompagnava a Francavilla, se non provvisto di motorino); nella prima gioventù, almeno nel nostro gruppo di amici, il conteggio delle pizze da comprare e degli arrosticini da portare a casa di Luca Bisignani che ci apriva le porte di “Villa Mosca” alla Rotonda Michetti in attesa di festeggiare il suo compleanno al termine dei fuochi a mare; poi ancora avanti con gli anni, le volte che si andava in due e si guardava abbracciati il cielo, le volte che si rimaneva soli ma comunque sentivi l’esigenza di essere lì sulla spiaggia un po’ per ricordare le sensazioni di quando si era in due un po’ per non mancare ad un appuntamento non scritto, non preso, ma ugualmente stringente, le volte che si guardavano dal belvedere della chiesa vecchia a Miglianico, magari perché o si faceva tardi o perché non si aveva voglia di infilarsi nel traffico folle, ma comunque non si voleva mancare all’appuntamento… Insomma, i fuochi a mare sono un punto fermo di ogni anno che si rispetti ed ogni anno vengono ammirati, commentati, analizzati, criticati (anche stasera, tornando a piedi, mi sono fermato a casa di Luca per fargli gli auguri e naturalmente abbiamo parlato di come sono andati i fuochi, quest’anno bellissimi, durati 30 minuti esatti, non i 60 di tanti anni fa, ma ora li fanno anche in tre punti diversi…). Fanno parte di noi. Come invariabilmente fa parte di noi la lunga coda sulla “Nazionale” per poter tornare a casa… un classico intramontabile!