Il lato oscuro di Only Fans: il mio articolo per il “Telespettatore” di AIART
Il lato oscuro di OnlyFans: è questo il titolo di un mio articolo uscito nel numero corrente della rivista “Il Telespettatore”, organo ufficiale di AIART (Associazione Cittadini Mediali, di natura ecclesiale). Nel testo, parlo di un’emergenza educativa che non possiamo più ignorare
Parto da un’espressione che spesso ho sentito ripetere tra i banchi di scuola, mentre insegno: «Professore, ma lei sa quanto guadagna una creator su OnlyFans?». Ebbene, questa non è una battuta, è il segno di quanto un immaginario economico distorto, quello della ricchezza facile, immediata, “a portata di corpo e fotocamera”, si sia ormai sedimentato tra adolescenti e giovanissimi.
Ma il vero problema di OnlyFans è un altro: non la piattaforma in sé (a pagamento, riservata ai maggiorenni), ma l’ecosistema comunicativo che la promuove su Instagram, TikTok, X e YouTube, capace di raggiungere ogni giorno anche chi ha dodici o tredici anni (e anche meno).
Ma il cuore dell’articolo è un altro: i minori esposti alle pubblicità sui reel non vedono i contratti, i rischi, le storie di chi si è ritirato in silenzio; vedono solo il guadagno esibito, il lifestyle patinato, la narrazione della “liberazione”. E dire semplicemente “non si fa” non basta più, quando il mercato urla quotidianamente il contrario.
Per chi educa — genitori, insegnanti, comunità pastorale — la sfida è doppia: decostruire il mito con i dati reali, e soprattutto aiutare i giovani a costruire un senso di sé che non passi per la monetizzazione del corpo.
Come AIART Abruzzo cercheremo di portare all’attenzione delle realtà locali anche questo problema, che è un corollario (non tanto secondario) dell’educazione digitale che cerchiamo di diffondere.

