Latin Lover: un libro per riconciliarsi con il latino
Il primo libro estivo del 2026 è stato “Latin Lover” del prof. Daniele Michienzi, conosciuto come “Loquendum” sui social, e come su Instagram, il collega si propone di riportare in vita, con un linguaggio fresco e contemporaneo, il mondo della letteratura latina.
Quello che colpisce fin dalle prime pagine è lo sforzo dell’autore di rendere moderna e frizzante una materia che spesso viene percepita come polverosa o riservata agli addetti ai lavori. Michienzi riesce nell’impresa non facile di rendere accessibile e persino divertente un patrimonio culturale di duemila anni, senza per questo sacrificare il rigore. Ci sono passaggi di autentica ilarità, momenti in cui la scrittura strappa davvero un sorriso, merito di un approccio che non teme di essere leggero pur restando sostanzialmente serio nei contenuti.
L’aspetto più affascinante del libro è forse questo: gli autori e i personaggi latini raccontati da “Loquendum” appaiono sorprendentemente moderni. Non solo nelle loro virtù, l’arguzia, la profondità di pensiero, la capacità di osservazione, ma anche nei loro vizi, nelle debolezze, nelle contraddizioni che li rendono incredibilmente umani e vicini a noi, nonostante i millenni che ci separano. È un ribaltamento di prospettiva efficace: il latino non come lingua morta da studiare con timore reverenziale, ma come chiave di accesso a un mondo di persone che ridevano, soffrivano, intrigavano e amavano come facciamo noi oggi.
Va detto che quanto Michienzi racconta mi era del tutto noto: “Latin lover” non è un libro che rivoluziona la materia dal punto di vista dei contenuti, quanto piuttosto nel modo di proporli e proprio in questo sta forse il suo valore maggiore, ossia rendere godibile e “leggero” ciò che per molti resta ostico, senza banalizzare né semplificare eccessivamente.
“Latin Lover” è un libro che si legge con piacere, capace di far trascorrere qualche ora di lettura scorrevole e divertente in compagnia di autori e personaggi di duemila anni fa. Un equilibrio riuscito tra rigore filologico e leggerezza narrativa, che lo rende adatto sia a chi si avvicina per la prima volta al mondo latino, sia a chi, come me, lo conosce già, ma apprezza comunque un racconto fresco e ben scritto.