“Premio Maja 2026 – Alla donna abruzzese dell’anno” delle ACLI di Chieti a Valentina Gemignani

Oggi pomeriggio ci siamo ritrovati nella Sala Cascella della Camera di Commercio di Chieti per quello che è ormai diventato uno degli appuntamenti più attesi e significativi della vita associativa delle Acli Chieti Presidenza Provinciale: la cerimonia per il conferimento del Premio Maja – Alla donna abruzzese dell’anno. Esso è la forma più visibile dell’impegno della nostra associazione nella valorizzazione dell’insostituibile e prezioso contributo delle donne nella vita sociale, economica e politica del nostro Paese, un riconoscimento con il quale diciamo ogni anno a una donna della nostra terra: ti vediamo, ti stimiamo, sei un esempio.

Quest’anno la scelta è caduta sulla dottoressa Valentina Gemignani, dal 31 ottobre 2024 capo di gabinetto del Ministero della Cultura, ma prima di questo incarico ha avuto un lungo cursus honorum all’interno della Pubblica Amministrazione, che ha servito con lealtà e competenza in diversi incarichi.
Questo il mio discorso di saluto:

Autorità, ospiti, amiche e amici,

benvenuti a tutti voi in questa bella Sala Cascella, per quello che è ormai diventato uno degli appuntamenti più attesi e significativi della nostra vita associativa: la cerimonia di premiazione del Premio Maja – Alla donna abruzzese dell’anno.

Permettetemi di iniziare da un nome: Maja. Non è una scelta casuale. Maja era la dea della mitologia osco-italica, simbolo di fertilità, di rinnovamento, di vita che si rinnova. Una figura radicata in questa terra, nelle tradizioni di un popolo che ha sempre saputo, spesso in silenzio, riconoscere la forza generatrice delle donne.  Non a caso la nostra montagna madre è denominata Majella. Abbiamo voluto richiamare quel nome antico perché crediamo che onorare le donne abruzzesi che si distinguono nella vita pubblica, professionale e culturale sia un gesto che ha radici profonde: non è moda, non è retorica, è fedeltà a qualcosa che appartiene alla nostra storia più lunga.

Le ACLI nascono a Seconda Guerra Mondiale ancora in corso con una vocazione precisa: stare dalla parte dei lavoratori, di chi costruisce il Paese con le proprie mani e con la propria intelligenza. Ma le ACLI hanno sempre saputo che parlare di lavoro e di dignità umana significa, inevitabilmente, parlare anche delle donne. Perché le donne sono state, e in tanta parte del mondo continuano ad essere, le prime a conoscere la fatica di dover dimostrare il doppio per ottenere la metà. Le ACLI di Chieti, in particolare, hanno nel tempo fatto di questa consapevolezza un impegno concreto: nella formazione, nell’orientamento, nel sostegno alle famiglie, nella promozione di una cultura del lavoro che non lasci indietro nessuno. Il Premio Maja è la forma più visibile di questo impegno, un riconoscimento con il quale diciamo ogni anno a una donna della nostra terra: ti vediamo, ti stimiamo, sei un esempio.

Quest’anno la scelta è caduta su una donna che, a dire il vero, non ha avuto bisogno che qualcuno la mettesse in luce: Valentina Gemignani ha percorso la propria strada con una determinazione e una competenza tali da rendersi visibile da sola, ai vertici delle istituzioni italiane. Teatina, laureata con lode in Giurisprudenza, avvocato, dirigente dello Stato, Direttore Generale al Ministero dell’Economia e delle Finanze, membro di consigli di amministrazione di grandi enti pubblici, da Poste Italiane al Centro Sperimentale di Cinematografia, e oggi, dall’ottobre 2024, Capo di Gabinetto del Ministero della Cultura. Un curriculum che parla da solo e che tuttavia non è soltanto un elenco di incarichi: è la storia di una donna che ha scelto di servire le istituzioni della Repubblica con rigore, con passione e con quella discrezione che è propria di chi lavora davvero, lontano dai riflettori.

Abbiamo scelto Valentina Gemignani perché la sua storia dice qualcosa di importante non solo a noi, ma soprattutto alle giovani donne di questa terra. Dice che si può venire da Chieti e arrivare a guidare il Gabinetto di un Ministero della Repubblica. Dice che la preparazione, la serietà e la dedizione civica non sono valori fuori moda. Dice che il merito, quando c’è davvero, alla fine trova la sua strada.

Oggi ne celebriamo il percorso con orgoglio e con gratitudine. Orgoglio, perché è una di noi. Gratitudine, perché con la sua vita professionale continua a tenere alta la reputazione di questa terra.

Grazie, dottoressa Gemignani. Benvenuta a casa.

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