Miglianico caso virtuoso di prevenzione: una luce nel buio della situazione tragica del territorio
Fare la rassegna stampa degli ultimi giorni di festa e scoprire come Miglianico sia stata segnalata più volte come esempio virtuoso di prevenzione mi fa sentire orgoglioso di appartenere a questa comunità, oltre al fatto che mi conferma in una riflessione che ho fatto e avrei voluto condividere: vero è che l’ondata di maltempo e in particolare di pioggia della Settimana Santa è stata davvero eccezionale, fuori da ogni ragionevole previsione e serie storica, ma l’abitudine alla prevenzione ormai è davvero fuori da ogni prospettiva politica; non parlo solo della scomparsa di figure storiche, come i cantonieri, che con la loro presenza e il loro diuturno lavoro garantivano la pulizia di cunette, fossi, cigli di strada (lavoro sparito per la maldestra riforma amministrativa che di fatto ha ridotto a nulla le Province, gli enti di secondo livello più vicini alle esigenze dei cittadini, a beneficio delle Regioni che si stanno sempre più caratterizzando come centri di spreco e di potere, lontani dalle realtà che dovrebbero amministrare), ma mi riferisco anche a tutta una serie di opere che non fanno rumore e non fanno “figo”, quindi non portano facili consensi in termini di voti (a differenza della gestione dell’emergenza), ma che fanno la differenza quando ci si trova di fronte a situazioni delicate, come quelle che abbiamo affrontato la settimana scorsa. La cassa di espansione che ha impedito che il fiume Foro facesse danni, costata 5 milioni di euro, a cui si aggiungono i 100 mila euro spesi in manutenzioni del territorio (senza nessuno strombazzamento mediatico) e i lavori di consolidamento della collina che hanno portato anche alla realizzazione della “Passeggiata dannunziana”, ha fatto sì che il nostro territorio patisse di meno le conseguenze di un evento decisamente eccezionale, ma con il quale dovremo imparare a convivere, visto il cambiamento climatico in atto.

