Domenica 29 la 55^ Via Crucis dei Lavoratori delle Acli di Chieti
Come ogni anno, questi giorni sono frenetici per la preparazione della Via Crucis dei Lavoratori 2026 delle Acli Chieti Presidenza Provinciale: scrivere i testi, organizzare i sindaci, inviare le domande agli enti di controllo, preparare il percorso, movimentare associazioni e gruppi, mediare tra mille esigenze. È quasi tutto pronto, ovviamente fino a domenica pomeriggio ci saranno da fare mille altre cose. Quest’anno dedichiamo la Via Crucis a San Francesco, nell’800° anniversario del suo transito al cielo; questa è la presentazione dell’iniziativa a cura della Presidenza Provinciale. Vi aspetto domenica sera alle 18.30 in piazza San Giustino!
In cammino con la Chiesa universale che celebra l’ottavo centenario della nascita al cielo di San Francesco d’Assisi, la Via Crucis dei Lavoratori di quest’anno vuole essere una contemplazione del Vangelo vissuto nella quotidianità della fatica e della dignità. Francesco, che scelse il lavoro manuale come via di santità e libertà, ci accompagna oggi nel percorrere la Via Crucis di Gesù, unendola alle croci dei lavoratori: precarietà, ingiustizia e sfruttamento, ma anche solidarietà e speranza.
Rispondendo al paterno appello dell’arcivescovo di Chieti-Vasto, mons. Bruno Forte, che nel suo messaggio per la Quaresima 2026 ci invita a guardare oltre la “tempesta del mare della storia”, vogliamo riscoprire nel digiuno, nella preghiera e nella carità le ancore necessarie di fronte alla fragilità dell’esistenza. Come ci ricorda il Pastore della nostra Chiesa:
«La Quaresima è invito a digiunare dalle logiche del potere e della forza, per entrare nella logica dell’amore e del servizio, che trova nella speranza fondata sulle promesse di Dio la vera sorgente».
Per le ACLI, “osare la Pace” rimane il servizio culturale e politico più urgente, specialmente quando ogni sforzo sembra spegnersi di fronte alla follia delle armi. Ripudiare la guerra significa oggi scegliere la partecipazione attiva contro la passività, rimboccandosi le maniche per difendere la dignità di ogni uomo, proprio come fece il Poverello d’Assisi.
Questa Via Crucis è un atto di affidamento all’Amore che non tramonta, affinché il lavoro torni a essere non luogo di oppressione, ma spazio di libertà e approdo di speranza per tutti.