“La disperata ricerca d’amore di un povero idiota”: Pif fa di nuovo centro!

“(…) L’amore è un fatto della vita. Ed essendoci degli esseri umani di mezzo, porterà inevitabilmente delle discussioni, delle incomprensioni, dei litigi, delle rappacificazioni, dei compromessi e delle rotture. Fa parte della vita. Vivere un rapporto d’amore come un problema vuol dire vivere la vita come un problema. (…)
(…) puoi pensare di trovare un equilibrio, una serenità con qualcuno, ma sappi che non potrà essere per sempre, come vorresti tu, perché la gente cambia. Cresce e cambia. Oggi stai con una persona che tra dieci anni potrà essere un’altra. O forse sarai tu un altro. E forse non vi prenderete più. Magari se l’avessi incontrata dieci anni dopo, o prima, non ti saresti innamorato o lei non si sarebbe innamorata di te. E tu cosa vuoi fare? Vuoi protestare? Vuoi lamentarti perché i patti iniziali non erano quelli?Non rimane che lavorarci sopra, fino a quando ha ancora un senso. E se il senso non c’è più, non hai perso del tempo se è stata una bella storia d’amore! Vivi la vita, invece di chiederti continuamente cosa c’è dietro l’angolo! O peggio ancora, cosa ci sarebbe stato se avessi girato quell’angolo. Ma puoi vivere così? Mentre passi il tempo a ragionare sul perché e sul per come, nel frattempo la vita sarà finita”.
Acquistato d’impulso per il suo titolo, in una giornata romana molto particolare, dopo aver vagato inutilmente per un’ora alla Feltrinelli di Largo di Torre Argentina – la copertina mi sbatté in faccia mentre stavo per uscire dalla libreria -, il libro di Pif, letto quasi d’un fiato, si è rivelato una sottile trama annodata all’ordito di un mio malcelato modo di fare che nei decenni mi ha portato più a ragionare che ad agire, facendomi perdere tempo e persone importanti. Che poi sono comunque tornate nella mia vita, ma con diversi ruoli, dimostrando che l’amore sta sempre lì, anche se in forme diverse. Vivere la vita così come ci passa dinanzi è una sfida, molto più difficile di quel che sembra, perché “farsi dei film mentali” è decisamente più facile. Ma il film termina e non sempre è di nostro gradimento, mentre la vita è l’unica cosa che conta. Una bella lettura, anche leggera, sorridente, da consigliare…

 

 

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